Ragazzi cari,
poche parole per dirvi con tanto affetto due cose.
La prima è questa: - farvi gli auguri di Natale: con tutto il cuore; per ciascuno di voi, per le vostre
famiglie, per la città intera e per tutte le città della terra! Sono auguri di grazia e di pace: della
pace benedetta che gli angeli annunziarono a Betlemme presso la grotta del bambino Gesù: pace
dell’anima e pace delle famiglie, pace della città e pace di tutte le nazioni!
Voi, ragazzi cari, questa pace la portate nel cuore e la manifestate negli occhi e sul volto: voi siete
– come il Signore dice – i portatori, in qualche modo, del regno di Dio; la pace stessa, cioè, delle
famiglie e della città e della società intera; perché i vostri angeli guardano costantemente il volto del
Padre che è nei cieli; essi riflettono nelle vostre anime e nei vostri occhi e sui vostri volti la bellezza
pacificante del volto di Dio; e fanno perciò di voi – quando siete a Dio – uniti i “riflettori” della
gioia, della bellezza e della speranza del Paradiso!
Ecco la prima cosa che volevo dirvi: custodite sempre nel vostro cuore questa immensa ricchezza di
luce di cui Dio vi fa dono: siate sempre i “riflettori” sulla terra delle immense gioie e delle immense
speranze e delle infinite bellezze del cielo!
Vi posso fare, per Natale, augurio più bello di questo?
Giorgio La Pira
(G. La Pira, lettera natalizia ai ragazzi di Firenze, Natale 1961)