Da un po’ di settimane a questa parte, in Iraq si ha una difficile situazione di 150mila bambini sfollati, vittime delle guerre in Medio Oriente che rischiano ora la vita per il freddo.
Questi bambini ‘rifugiati interni’ che hanno dovuto abbandonare con le loro famiglie le loro case a causa dei combattimenti, sono ora minacciati, con l’arrivo dell’inverno, dal freddo e dalle inondazioni che si sono abbattute su varie regioni del Paese.
Al nord, dove vive la maggior parte dei bambini jazidi e rifugiati interni, le temperature scendono di molto sotto lo zero. Inoltre le inondazioni devastatrice hanno reso questo inverno ancora più duro soprattutto per i bambini soggetti a ipotermia e malattie respiratorie. La maggior parte delle famiglie sfollate vivono, infatti, sotto la soglia della povertà, in alloggi non riscaldati o nei campi profughi senza riparo al freddo. Queste famiglie non sono in grado dunque di tenere al caldo i propri figli.
L’UNICEF, che chiede attenzione da parte di tutto il mondo verso questa situazione, sta fornendo abiti per l’inverno, fra cui stivali, sciarpe e cappelli ai bambini del Sinjar, Erbile, Dohuk, Ninawa, Anbar, Diwaniya, Basra, Salaheddin, Baghdad e Suleimaniah, e anche aiuti in denaro.
Provare a fare qualcosa per questi bambini, inviando anche solo un po’ del materiale per noi futile ma che per loro può essere di grande aiuto, può essere un inizio di cambiamento e miglioramento.

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