Papa: a giovani,impegnatevi in politica come insegna La Pira

All’udienza anche imam di Firenze, Izzedin Elzir

(ANSA) – ROMA, 10 AGO – Convinti che “le tre religioni abramitiche possono vivere insieme”, centoventi giovani cristiani, ebrei e musulmani oggi hanno raccontato a Papa Francesco, al termine dell’udienza generale, l’esperienza di dialogo e amicizia che stanno vivendo al Villaggio ‘La Vela’ a Castiglione della Pescaia, in occasione del campo internazionale promosso dall’opera Giorgio La Pira. E il Papa – riferisce l’Osservatore Romano – non ha mancato di invitare i giovani a impegnarsi in politica “come La Pira vi ha insegnato”, nella certezza che “è la forma più alta di carità”, secondo l’espressione di Paolo VI. “Proprio nello spirito del ‘sindaco santo’ all’udienza con il Papa c’erano giovani israeliani del Centro Peres per la pace accanto a ragazzi cristiani palestinesi e a una delegazione di musulmani italiani, con l’imam di Firenze, Izzedin Elzir, presidente dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia”, scrive il giornale della Santa Sede.


Papa incoraggia giovani cristiani, ebrei e musulmani al dialogo

A margine di udienza. Presente anche Ucoii. Francesco cita La Pira

Città del Vaticano, 10 ago. (askanews) – Convinti che “le tre religioni abramitiche”, cristianesimo, ebraismo e islam, “possono vivere insieme”, centoventi giovani cristiani, ebrei e musulmani hanno raccontato a Papa Francesco, questa mattina a margine dell’udienza generale, l’esperienza di dialogo e amicizia che stanno vivendo al Villaggio “La Vela” a Castiglione della Pescaia, in occasione del campo internazionale promosso dall’opera Giorgio La Pira. E il Papa, scrive l’Osservatore Romano, non ha mancato di invitare i giovani a impegnarsi in politica “come La Pira vi ha insegnato”, nella certezza che “è la forma più alta di carità” secondo l’espressione di Paolo VI.

Proprio nello spirito del “sindaco santo” all’udienza con il Papa c’erano giovani israeliani del Centro Peres per la pace accanto a ragazzi cristiani palestinesi e a una delegazione di musulmani italiani, con l’imam di Firenze, Izzedin Elzir, presidente dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia (Ucoii). Particolarmente significativa, inoltre, la presenza di un gruppo di studenti russi dell’Università delle relazioni internazionali di Mosca (in pratica la scuola per i futuri diplomatici), di sacerdoti e giovani cattolici e ortodossi di San Pietroburgo, e di alcuni rappresentanti della comunità cattolica Verbum Dei di Mosca. Oltre a studenti toscani ma anche angolani, congolesi e marocchini residenti in Italia. Tutti insieme “sotto la tenda di Abramo”.

“Ebrei, cristiani e musulmani — spiega il direttore del campo internazionale, Giulio Scarti, illustrando le tematiche sulla “casa comune” su cui si stanno confrontando — riconoscono nel mondo e nella natura in genere l’opera di Dio creatore”. E proprio “la centralità che il mondo e la sua cura hanno nelle tradizioni religiose ha portato l’ambiente e il modo di vivere dell’uomo nel mondo a essere un punto di contatto per varie confessioni e religioni diverse”. Anche “l’enciclica Laudato sì’ dimostra — aggiunge Scarti — come una sensibilità prettamente spirituale sia in grado di portare nel dibattito politico un punto di vista indispensabile nel riconoscimento del valore e dell’urgenza della difesa dell’ambiente, proprio in merito alla centralità dell’uomo nel creato”.

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