Giovedì la Commissione Parlamentare per un Iran Democratico ha tenuto una conferenza dal titolo “Iran 2019: prospettive”, durante la quale è stato richiesto all’Unione Europea di adottare una politica decisa per quanto riguarda le minacce terroristiche del regime iraniano ed il deterioramento dei diritti umani.
L’incontro, tenutosi nella Sala Colbert, è stato inaugurato dal deputato francese André Chassaigne, che ha espresso la sua preoccupazione circa la situazione di diritti umani in Iran, definendola “catastrofica”, ed ha attirato l’attenzione sulle oltre 3.600 esecuzioni avvenute in Iran sotto la presidenza di Hassan Rouhani.
La presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), la Sig.ra Maryam Rajavi, ha esortato il governo francese ad avviare una politica coraggiosa in seno all’Unione Europe in sostegno del popolo iraniano e nel rispetto della sua lotta per la libertà e la democrazia.
La Sig.ra Rajavi ha spiegato: “Il rovesciamento del regime, che costituisce il desiderio del popolo iraniano, non è mai stato così alla nostra portata. I mullah hanno un disperato bisogno di relazioni politiche e commerciali con l’Europa, tuttavia non possono rinunciare a portare avanti operazioni terroristiche nel cuore della stessa, dal momento che sono molto più deboli di quanto si creda; non conoscono altra strada se non quella della repressione e della creazione di crisi.”
La presidente ha chiesto ai partecipanti di esaminare il record di Rouhani, ricordando: “Migliaia di esecuzioni, i massacri ad Ashraf e Liberty [gli ex campi dei Mojahedin in Iraq]; lo spreco delle entrate del paese nelle guerre della regione; le operazioni terroristiche del Ministero delle Informazioni e della Sicurezza (MOIS), sono tutte attività che sono state portate avanti sotto suo ordine, come anche il programma missilistico del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica; operazioni, tutte, che hanno portato all’impoverimento della maggioranza del popolo iraniano.”
La Sig.ra Rajavi ha aggiunto: “Uno sviluppo di significativa importanza è stato, in Iran, la formazione delle Unità di Resistenza. Queste sono costituite da membri e simpatizzanti della Resistenza Iraniana provenienti dalle nuove generazioni, amanti della libertà.” La vasta rete delle Unità di Resistenza dei Mojahedin all’interno del paese sta promuovendo le proteste quotidiane del popolo.
La Sig.ra Rajavi ha proseguito: “Oltre a portare avanti complotti terroristici, i mullah hanno sistematicamente diffuso falsità contro la Resistenza Iraniana, temendo l’impatto dei Mojahedin e della Resistenza sulle rivolte.”
La presidente ha sottolineato: “La politica di accomodamento nei confronti dei mullah deve giungere al termine. Sperare in investimenti in ed accordi commerciali con l’Iran è un’illusione.”
La Sig.ra Ravi ha aggiunto: “Distogliere lo sguardo dalla Resistenza Iraniana non costituisce solo un danno per il popolo iraniano, ma anche un danno per il Medio Oriente ed il mondo, che sarebbero così privati della chiave per risolvere il problema iraniano.”
La presidente ha avvertito: “Il principale ostacolo al progresso dell’Iran e la causa principale delle guerre e della crisi della regione sarà così rimossa. Noi godiamo del supporto del popolo nell’instaurazione di un repubblica basata sulla separazione tra religione e stato, sulla parità di genere, sull’abolizione della pena di morte, su un sistema giudiziario indipendente, sull’autonomia per i gruppi etnici, su una politica estera basata su una coesistenza pacifica, e su un Iran non nucleare.”
Il parlamentare Frédéric Reiss, rivolgendosi alla Sig.ra Rajavi, ha dichiarato: “Lei rappresenta la vera alternativa, ed ha il nostro sostegno. Mettiamo in discussione l’UE, che continua a credere nelle virtù del dialogo [con il regime iraniano]. Io sostengo la lotta per la libertà in Iran.”

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