In occasione dell’uscita del numero 150 di Prospettive abbiamo sentito la necessità di interrogarci in maniera seria ed approfondita sul significato del nostro “Foglio di collegamento”. Ciò non tanto per “celebrare” un traguardo, che pure è importante e rende merito all’impegno di moltissime persone, ieri come oggi, quanto per cogliere l’occasione di riappropriarci a pieno della nostra identità e guardare alla strada ancora da percorrere con il coraggio di compiere scelte importanti, siano esse di cambiamento o di radicamento nella tradizione, con il preciso fine di far fruttare sempre più e sempre meglio l’intuizione che il prof. La Pira ebbe nel 1968 per i giovani ell’Opera: un foglio di collegamento che sia insieme segno tangibile di vicinanza e affetto e importante strumento di riflessione e approfondimento per tutti gli “amici dell’Opera”. Ci è sembrato importante fare partecipi di queste riflessioni anche i lettori, convinti che Prospettive non sia frutto dell’elaborazione solo della Redazione, ma sia un patrimonio ed una ricchezza di tutti noi.

Interrogarci: il Martedì sera in redazione serve essenzialmente a questo. Dalle tematiche proposte ai percorsi culturali che tracciamo, tutto si avvicenda sulla falsa riga di una sottesa ma ben evidente domanda: qual è il ruolo di Prospettive oggi, nel 2014? O meglio, in che modo il foglio di collegamento dell’Opera può mantenersi radicato nella fecondità che emerge dalla descrizione che Pino ne dà nel primo numero, e al tempo stesso far vibrare lo spirito critico del lettore, ed in particolare dell’educatore: parlare forte e chiaro all’uomo di oggi? E’ un tempo vuoto questo? Una sfida persa? Per individuare un sentiero non è sufficiente puntare l’occhio all’orizzonte, è opportuno invece soffermarsi a lungo su quanto già è stato tracciato per mettersi nelle condizioni di prendere scelte coraggiose e non temerarie sul futuro: di nuovo, l’“avanti, ma fermi!” di Pino Arpioni ci ricorda il segreto della lungimiranza. Proprio per questo è necessario tornare a riflettere sulla prima definizione di Prospettive: foglio di collegamento degli amici della Vela (Prospettive numero 1, 1968). Questo punto di partenza già mostra un’abissale discrepanza con la nostra attuale sensibilità, riflette distanze chilometriche dal punto di vista culturale tra il 1968 e il 2014. Nel mezzo? Grandi cambiamenti geopolitici e sociali, la tecnologia, lo sviluppo di mezzi di comunicazione sempre più veloci, la rivoluzione informatica e mediatica, Internet, la “globalizzazione”. Il concetto di collegamento ha subito notevoli trasformazioni, e il suo significato originario non ha più la stessa valenza profonda. Dall’esigenza stessa di redigere un foglio di collegamento si può immaginare quanto la forza educativa dell’Opera potesse incidere nelle vite di chi ne era partecipe, tanto da desiderare di mantenersi, così, uniti a questa rete di persone nutrita di valori condivisi. In ogni caso, non si può affermare che quest’esigenza fosse unicamente frutto del segno lasciato dall’esperienza in associazione. Il dinamico e complesso contesto storico degli anni ’70 diede luogo ad un grande fermento culturale. Questo terreno, fertile di interrogativi, e grave di minacce interne ed internazionali (gli anni del terrorismo, la minaccia atomica etc.) rendeva di per sé urgenti strumenti di approfondimento e confronto, per poter “riflettere, prendere coscienza, denunciare ed agire” (mandato di La Pira ai giovani di Prospettive, n.d.r.). È innegabile che oggi questa situazione culturale sia profondamente mutata: ad un grande fermento si contrappone una situazione di sostanziale stagnazione e appiattimento, in cui le occasioni di approfondimento e confronto sono sempre più spesso catalogate come “di nicchia” e non come “di massa”. Tale cambiamento di ambiente non può che rispecchiarsi ad un mutamento di bisogni dei giovani a cui siamo chiamati a rispondere: non più uno spazio strutturato in un cui si riversa un necessità confronto presente e pressante, ma – sempre più spesso – uno strumento di stimolo all’approfondimento.

Ecco il ruolo difficile, ma vitale di Prospettive oggi: poiché la società si è incamminata verso una fase di omologazione, il nostro periodico è chiamato a far rinascere dall’interno quell’esigenza di una dimensione culturale fervida. L’approfondimento culturale, sociale e spirituale, infatti, non è meno indispensabile ora che in una qualsiasi altra epoca storica, anzi, oggi più che mai è necessario far riscoprire una certa attitudine alle ricerca, proponendo risposte diametralmente opposte all’individualismo consumistico ed egoistico di questo nostro tempo. Prospettive, in quanto rivista dell’Opera per la Gioventù Giorgio La Pira, si deve prefiggere – oggi più che mai – di rappresentare un importante strumento di riflessione in grado di rispondere ai bisogni di chi in vario modo partecipa alle nostre attività: questo sottolinea come l’intuizione originaria sia “ancora meravigliosamente valida”, nonostante il grande mutamento del contesto in cui operiamo. Tuttavia, questo ci richiede un sempre maggior impegno sia nell’individuare i bisogni, sia nel pensare agli strumenti di comunicazione adeguati a raggiungere in modo efficace ed incisivo i giovani. Su queste basi, condivise all’interno della redazione, ci stiamo interrogando su quali siano gli strumenti che possono rispondere al meglio alle vecchie e nuove esigenze di coloro che gravitano attorno all’attività dell’Opera, per svolgere sempre meglio il nostro servizio. I punti su cui, ad ora, ci siamo maggiormente soffermati attengono alla forma grafica ed canali di diffusione di Prospettive, nonché ai temi specifici che scegliamo di trattare ed approfondire. La riflessione è aperta, ma sentiamo l’esigenza, e spesso siamo stimolati, ad un salutare “aggiornamento” per riscoprire e riaffermare con forza i principi e gli obiettivi di Prospettive, mettendo in discussione i mezzi che utilizziamo, che forse non rispondono più pienamente ai fini. La descrizione che Pino dà di Prospettive nel suo numero 1, richiama l’interrogativo che ci siamo posti all’inizio: come essere foglio di collegamento tra gli amici della “vela” e del “cimone”? La domanda potrebbe ora essere riformulata così: quale servizio Prospettive svolge oggi all’interno dell’Opera, e quindi per i giovani e meno giovani che gravitano attorno all’attività? In che modo s’inserisce nella nostra proposta educativa? Non ci sentiamo di dare una risposta secca ed univoca. Infatti, Prospettive si inserisce oggi in numerosi aspetti della vocazione e dell’attività dell’Opera. Ci sembra di poterne proporre principalmente tre: Prospettive come strumento di approfondimento – oggi più che mai necessario – delle tematiche non affrontate o trattate solo in parte durante gli incontri formativi e i campi estivi; Prospettive come supporto in cui vengono affrontate questioni nodali dal punto di vista educativo e socio-politico, per la  formazione dei giovani e in particolare degli educatori; Prospettive come strumento per conoscere la figura del Professor La Pira, nell’intento di approfondirla e farla conoscere, soprattutto ai giovani. Questo poiché si crede fermamente che la sua testimonianza sia valida ed attuale, e parli anche alla persona del 2014. In conclusione ci sentiamo di chiedervi di allargare il più possibile il confronto su questi spunti, o anche su altri che vorrete sottoporci, tra i partecipanti e i responsabili dell’attività educativa, i soci e tutti gli “amici dell’Opera”, poiché siamo convinti che Prospettive sia una ricchezza di tutti, da far fruttare tutti assieme.

La redazione